Riccomassimo
Il borgo silenzioso tra boschi e pascoli
Piccolo, raccolto e immerso nella quiete, Riccomassimo è la frazione più alta del comune di Storo. Circondata da prati e boschi, con le Alpi a fare da cornice, questa località custodisce un fascino antico, quasi fuori dal tempo. Le sue case in pietra, le stradine che si inerpicano tra i pendii, le stalle e le piccole chiese disegnano un paesaggio rurale autentico, che nei mesi estivi si anima con feste, escursioni e momenti comunitari.
Da qui partono itinerari poco battuti verso malghe e rifugi, per chi ama la montagna nella sua veste più intima e selvaggia. A Riccomassimo il silenzio ha un valore, e chi arriva se ne accorge subito.
Secondo una leggenda, la nascita del borgo si deve alla ribellione contro il diritto feudale dello “Jus Primae Noctis”: un giovane guidò una rivolta contro il Conte Paride di Lodrone, assediando la sua dimora e costringendolo alla fuga. Inseguito dagli abitanti inferociti, il Conte implorò l’aiuto di Massimo, un uomo intento a sistemare una catasta di legna nei boschi. “Se mi salvi da questi cani ti farò ricco, Massimo”, gli disse. Promettendogli ricchezze, il nobile fu nascosto sotto la legna. Quando gli inseguitori sopraggiunsero, il povero carbonaio, diviso tra la promessa ricevuta e il rimorso, negò di aver visto il Conte, ma con la mano indicò proprio la catasta sotto cui era nascosto. Gli uomini non notarono il gesto silenzioso e proseguirono altrove le ricerche. Salvato grazie a questo stratagemma ambiguo, Paride mantenne la parola: Massimo divenne ricco e, proprio nel luogo della sua misera dimora, costruì altre case per sé e la sua famiglia, dando origine a quello che oggi è Riccomassimo.
