Bagolino
Il paese dei portici e delle maschere
Incastonato sulle pendici delle Alpi bresciane, Bagolino è un borgo che sorprende: per la sua estensione, la vitalità culturale e il patrimonio architettonico che si rivela tra vicoli tortuosi, archi, scalinate, affreschi e portici scolpiti nella pietra. Un centro antico, nato intorno alla Pieve di San Giorgio, che ha saputo preservare intatta la propria identità, tramandandola di generazione in generazione.
Passeggiare nel cuore del paese significa entrare in un labirinto di vie coperte e case addossate, che raccontano una storia fatta di lavoro, fede e ingegno. Il centro storico conserva l’impronta di un’economia un tempo fiorente, basata sulla produzione del formaggio Bagòss, affinato con zafferano e marchiato a fuoco, ancora oggi orgoglio locale.
Ma Bagolino è, prima di tutto, Carnevale. Una festa che affonda le radici nella tradizione popolare e trasforma il borgo in un teatro a cielo aperto: i Balarì, tutti uomini, danzano al suono antico del violino indossando abiti ricamati e maschere inespressive color avorio, maschili e femminili – queste ultime riconoscibili dai pómei, le tipiche guance rosse. Sul capo, un cappello ricamato a mano e decorato con nastri colorati, impreziosito dagli ori di famiglia, custoditi e tramandati nel tempo. Intorno a loro, i Maschèr si muovono tra la folla in modo disordinato e imprevedibile, con maschere grottesche, zoccoli di legno e identità nascosta. Un rituale collettivo che va oltre la celebrazione folcloristica, diventando espressione profonda dell’identità bagossa.
