Dighe e centrali idroelettriche in Valle del Chiese
Quando l’acqua diventò energia: la rivoluzione che cambiò il volto della Valle del Chiese
Nel cuore delle Alpi trentine, la Valle del Chiese si distingue per il suo imponente sistema idroelettrico, frutto di una trasformazione avvenuta tra gli anni ’50 e ’60 del Novecento. Le infrastrutture vennero realizzate allo scopo di sfruttare l’abbondanza di acqua del luogo e in particolare del suo fiume principale, il Chiese, per la produzione di energia elettrica. Tale evento si rivelò epocale anche per la trasformazione economica della valle, innescando il passaggio dalla dimensione agricola a quella industriale.
Le dighe
Diga di Malga Bissina: situata all’imbocco della Val di Fumo, a 1.778 metri di altitudine, è la più spettacolare delle tre e può contenere fino a 360 milioni di m³ d’acqua. Il lago che si forma nei mesi estivi è meta ideale per escursioni e passeggiate panoramiche. All’interno della diga, è presente un percorso espositivo, che illustra le fasi di costruzione della struttura, attraverso foto storiche e postazioni informative. La diga è visitabile su prenotazione, telefonando al numero 0465 901217.
Diga di Malga Boazzo: posta a 1.224 metri nella Val di Daone, con una capacità di 11,8 milioni di m³, è facilmente raggiungibile a piedi o in bicicletta. Questo luogo rappresenta anche il punto di partenza per itinerari verso l’alta montagna.
Diga di Ponte Morandin: nei pressi di Daone, più piccola rispetto alle altre, è comunque accessibile e visibile passando dalla strada che conduce in Valle di Daone.
Le centrali idroelettriche
Centrale di Cimego: la più potente dell’Alto Chiese, con una potenza installata di 229 MW. È visitabile su prenotazione in occasione di eventi o giornate aperte, organizzate da Hydro Dolomiti Energia, che periodicamente offre tour guidati all’interno dell’impianto.
Centrale di Storo (località Gac): anch’essa accessibile su richiesta durante iniziative divulgative. Si trova in una posizione strategica, a valle del sistema di regolazione delle acque e mostra interessanti elementi di archeologia industriale moderna.



